La Corsica, 8.722 chilometri quadrati di estensione, è la quarta isola del Mediterraneo; dista appena 12 km dalla Sardegna, 82 dalla Toscana, 120 dalla Liguria, 170 dalla Francia e 450 dalla Spagna. L'isola sviluppa 1.200 km di coste, frastagliate e accidentate ad ovest, mentre ad est sono basse e uniformi, orlate di stagni e di lagune, tanto che un tempo erano infestate dalla malaria. A chi vi giunge via nave, l'isola appare come un unico monte emergente dal mare mentre, avvicinandosi, ci si accorge che si tratta di molti massicci, tutti abbastanza elevati; tra questi: il Cinto (m. 2.707), il più alto dell'isola, il Padro ( m. 2.393), il Rotondo (m. 2.625), cime che rimangono innevate fino agli inizi dell'estate. La Corsica, data la sua orografia, non presenta lunghi fiumi, ma torrenti ampi, impetuosi e ricchi d'acqua d'inverno; i principali: il Golo ed il Tavignano. L'isola ospita il "Parco Naturale Regionale", che interessa la vasta zona montuosa interna e si affaccia sul mare, tra Calvi e Porto, con una costa alta e rocciosa. In considerazione dell'orografia e delle strade non particolarmente larghe, soprattutto nella parte ovest dell'isola, si consiglia la visita effettuando un percorso "orario", per non trovarsi sull'orlo di imponenti burroni quando s'incrocia un altro veicolo. La presenza umana in Corsica (Cirnos, per gli antichi Greci), si può far risalire al 6.000 a.C., quando popolazioni provenienti dalla Sardegna s'installano nell'isola. A partire dal 3000 a.C. si sviluppò la civiltà megalitica, analoga a quella sorta, più o meno nello stesso periodo, su buona parte del territorio europeo. Il centro della civiltà megalitica si trovava nella parte sud-occidentale dell'isola ove, a partire dal 1600 a.C. apparvero le statue-menhir di imponenti e primitive forme umane, forse monumenti funenrari. Intorno al 2000 a.C., nella parte sud-orientale dell'isola si sviluppò la civiltà dei Toreani, il cui nome deriva da costruzioni massicce, a forma di torre, simili ai primi nuraghi della Sardegna. Nel 565 a.C. esuli Greci fondano la colonia di Alalia, conquistata dai Romani nel 259 a.C., che le cambiano il nome in Aleria. La Corsica viene conquistata dai Vandali nel 460 d.C. poi, dal 534 al 725, entra a far parte dell'Impero Bizantino, quindi viene occupata dai Saraceni, che si insediano sulle coste. Alla fine dell'anno 1000 passa sotto il domino di Pisa, che nel 1284, dopo la sconfitta della Meloria, la cede a Genova. L'isola passa poi sotto gli Aragona quindi, nel 1553, viene occupata da Enrico II, re di Francia, che la restituisce a Genova fino a quando, nel 1790, la Corsica diviene un dipartimento francese, per rimanere tale fino al 1970, quando viene istituita la Regione Corsica. Da sottolineare che negli anni Settanta si costituisce il Fronte di Liberazione Nazionale, portatore di finalità indipendentiste, attivo ancor'oggi. Lo stemma della Corsica è una testa di Moro in campo bianco. L'origine della testa di Moro o dei Mori risale al tempo delle Crociate. E' simbolo di vittoria sul nemico (la testa tagliata di un capo tribù vinto, che fu portata in gloria su una lancia dai Crociati) - Il simbolo della testa del Moro comparirà su differenti carte della Corsica a partire dalla seconda metà del XVI secolo. Nel 1762, Pascal Paoli fece adottare per la "Consulte de Corte" l'effige della testa di Moro sullo stemma della Corsica e a tutt'oggi ne è l'emblema. Le principali città sono Ajaccio, capoluogo di regione e Bastia, centro commerciale, industriale e principale porto dell'isola. La Corsica gode di un clima mediterraneo mitigato dall'altitudine, della latitudine, dall'ambiente marittimo e dai venti, tuttavia, contrariamente a quanto avviene nel resto dell'Europa, l'incremento della sua temperatura media avviene da Sud a Nord; Bastia e Capo Corso hanno infatti un clima più caldo rispetto ad Ajaccio o Bonifacio.