Sebbene frequentata sin dalla preistoria (i primi insediamenti umani si fanno risalire intorno al 6.000-5.000 a.C.), la Sardegna non ha mai elaborato una forma associativa unitaria. La traccia dell'insediamento della Sardegna è di conseguenza estremamente frammentata, come testimoniano i tanti piccoli villaggi disseminati nel territorio della Sardegna, espressione di un assetto civico sociale organizzato per comunità e gruppi tribali di modesta entità. Quella della civiltà nuragica fu un'epoca di indipendenza ma anche di relativo isolamento dai grandi movimenti culturali del Mediterraneo. Ciò che oggi resta di quel passato della Sardegna si esprime perciò in un segno archeologico del tulio peculiare, di cui il nuraghe è l'immagine più eclatante. Altro tratto tipico dell'archeologia della Sardegna è la dislocazione dei monumenti e delle opere architettoniche, sparse nel territorio della Sardegna in aperta campagna in una suggestiva integrazione con l'ambiente naturale della Sardegna. Assieme ai nuraghi, altri segni del passato come le domus de janas, i pozzi e i templi sacri, le tombe dei giganti, le grandi pietre fissate nel suolo (i betili o menhir dell'architettura megalitica), fanno della Sardegna una sorta di "museo a cielo aperto". La frequenza di queste tracce è notevole. In tutto il territorio della Sardegna si contano infatti circa 7000 nuraghi e centinaia di altri monumenti archeologici. Domus de janas.Si tratta di sepolture scavate nella roccia secondo un'architettura spesso labirintica che si sviluppa in diversi piccoli ambienti. Tale struttura ha suggerito la denominazione "domus de ianas", che in sardo significa casa delle fate o delle streghe. In tutta l'isola ve ne sono circa un migliaio.Le domus de janas si concentrano sopratutta nella regione del Sulcis Iglesiente. Le più importanti si trovano a S'Andrea Friu vicino a Bonorva (SS), a Montessu, tra Santadi e Villaperuccio (CA), e nella zona di Alghero con il complesso di Anghelu Ruju. Tombe dei giganti.Si tratta di sepolture destinate ai capi tribù. In tutta la Sardegna se né contano 325. Devono il nome alla loro particolare struttura architettonica che presenta, al centro di un'esedra di pietre piatte, un'imponente stele alta diversi metri, quasi una porta verso l'aldilà. Segnaliamo fra tutte quella di Sa Domu e' S'Orcu. Di particolare effetto scenografico, la cui conformazione disegna le corna taurine. Antico simbolo di fertilità. La sepoltura è dislocata nelle vicinanze di Quartucciu, nei pressi di Cagliari.